Il sale: i 7 miti da sfatare

Il sale: i 7 miti da sfatare Il sale da cucina è la principale fonte di sodio nella nostra dieta.
L’eccesso fa male, e questo lo sappiamo, così come ormai dovrebbe essere parte del sapere comune che ne mangiamo troppo. Più che aggiunto il sodio che assumiamo è soprattutto “nascosto” in cibi più o meno sospettabili.

Per proteggere la nostra salute è indispensabile una certa attenzione e attenersi alle quantità giornaliere consigliate dalle linee guida dell’OMS, ossia 2 g di sodio al giorno e avere a disposizione le giuste informazioni e evitare di credere nei 7 miti che girano su questo elemento.

I miti sul sale

L’American Heart Association ha elencato le informazioni sbagliate che sono state diffuse in diversi canali. Ecco quali sono i sette falsi miti.
  • ”Eliminare del tutto il sodio fa bene alla salute”
    Falso, il sodio è un nutriente essenziale che partecipa al controllo dell’equilibrio idrico salino e della pressione, inoltre è necessario per le funzioni nervose e muscolari. Per garantire il giusto equilibrio è sufficiente un apporto di 2 g al giorno.
  • ”Il sale marino ha meno sodio del sale da cucina
    Falso, l’apporto di sodio è del 40% e serve fare attenzione a tutte quelle situazioni in cui le due denominazioni vengono utilizzate come sinonimi.
  • ”Uso poco sale per condire quindi non mi devo preoccupare”
    Falso, la maggior parte del sale lo assumiamo dagli alimenti confezionati, per questo motivo è importante confrontare le etichette nutrizionali.
  • ”L’unica fonte di sodio è il cibo”
    Falso, alcuni farmaci da banco contengono alti livelli di sodio, leggere attentamente le etichette dei farmaci, molte aziende producono prodotti da banco a basso contenuto di sodio.
  • ”Il cibo senza sale non ha gusto.”
    Falso, ci sono molte alternative creative e saporite, come spezie e erbe aromatiche.
  • ”La mia pressione sanguigna è normale quindi non ho bisogno di preoccuparmi di quanto sodio mangio”
    Falso, meglio consumare meno di 2 g di sodio al giorno riduce in modo significativo l’aumento della pressione arteriosa che si manifesta con l’avanzare dell’età e anche il rischio di sviluppare altre malattie associate al consumo eccessivo di sodio.

Autore dell'articolo: Francesca Antonucci

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