Dolcificanti: quali sono e dose giornaliera accettabile

Dolcificanti: quali sono e dose giornaliera accettabile I dolcificanti sono una delle prime tentazioni per chi ha deciso di perdere qualche chilo per la prova costume o per infilarsi quei pantaloni che…”mi stavano tanto bene due anni fa”!
Il desiderio di impiegarli in tè o caffè nasce dal fatto che si concentra tutta l’attenzione sulle calorie che i dolcificanti consentono di risparmiare.
A conti fatti,tuttavia, si tratta di una manciata di kcal in meno: un cucchiaino di zucchero ne apporta circa 20. I tre o quattro cucchiaini complessivi impiegati nella giornata per dolcificare i classici due, tre caffè e magari un tè o un infuso apportano circa 80 kcal in totale: una quantità minima rispetto a tutte le altre che ingeriamo!
Comunque se proprio si vuole andare risparmio si potrebbe impiegare al massimo mezzo cucchiaino per bevanda, oppure semplicemente evitarne l’aggiunta.
Con il piacere del palato, però, come la mettiamo?
In effetti, a parte nel caso di specifici problemi di salute, i dolcificanti servono soprattutto a soddisfare il gusto e a “sedare i sensi di colpa”!
Comunque sia è preferibile avere una visione il più possibile completa delle alternative più comuni.

Dolcificanti: quali sono

Fra i tanti dolcificanti occorre distinguere due gruppi:
  • gli edulcoranti intensivi come aspartame, acesulfame K, saccarina, ciclamato, sucralosio;
  • i polioli come xilitolo, mannitolo, generalmente utilizzato per lo più per gli effetti lassativi, e sorbitolo.

Gli edulcoranti intensivi

Sono prodotti che conferiscono a cibi e bevande un gusto dolce a quasi 0 calorie, considerata la minima quantità che se ne impiega. Il loro potere dolcificante è da 30 a 500 volte superiore a quello del saccarosio, ossia lo zucchero comune.
Questi edulcoranti sono disponibili in forma di piccole compresse, polvere in bustine o anche gocce. Sono molto impiegati, da soli o in combinazione tra loro, anche dall’industria alimentare per dolcificante caramelle, gomme da masticare, marmellate e anche bibite.

La loro presenza è indicata in etichetta con il nome o con la sigla: acesulfame K o E950, aspartame o E951, acido ciclamico e i suoi sali o E952, saccarina o E954, sucralosio o E955.

I polioli

Si tratta di edulcoranti naturali che apportano la metà delle calorie dello zucchero comune e buon potere dolcificante. Il metabolismo dei polialcoli, o polioli, è indipendente dall’insulina: sono quindi adatti a chi soffre di diabete. Dall’industria alimentare vengono impiegati soprattutto per caramelle e gomme da masticare.
Tutti i polialcoli, se consumati in grande quantità, possono causare flatulenza, mal di pancia e dissenteria.

Per questi additivi non è fissata una dose giornaliera raccomandata ma è stato fissato un valore limite pari a: 20 g al giorno per gli adulti e 10 g per i bambini. Questo per non incorrere in effetti indesiderati, soprattutto lassativi. Si tratta di manifestazioni comuni che si presentano, infatti, negli adulti con l’assunzione di oltre 10 caramelle “senza zucchero” in una giornata!
Anche i polioli in etichetta si trovano con il nome o la sigla: sorbitolo o E420, mannitolo o E421, xilitolo o E967.

La stevia

È l’edulcorante che si ricava dalla pianta omonima e che può essere coltivata anche in vaso. Chi ha il “pollice verde” può, in autunno raccoglierne le foglioline, farle essiccare, tritarle nel mixer e quindi impiegarle per dolcificare tè e infusi.
La stevia è un erba naturale. Questo dolcificante a zero calorie contiene principalmente glucoside dello steviolo che è 10-15 volte più dolce del saccarosio. Il corpo umano non metabolizza questi glucosidi dolci, quindi non ricava calorie dalla stevia. A differenza del dolcificante artificiale la stevia è adatta ad essere impiegata nelle ricette da cuocere.

Dose giornaliera accettabile

La dose giornaliera accettabile (DGA) varia a seconda del dolcificante ed è calcolata in base al peso: mg di sostanza dolcificante/kg di peso corporeo/die. Il valore numerico corrisponde alla quantità massima che può essere assunta con sicurezza in tutta la giornata.

Il calcolo viene fatto secondo criteri molto restrittivi e alle normali condizioni di utilizzo i dolcificanti si possono ritenere sicuri, oltretutto sono sottoposti ai controlli dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).
Il nostro Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, oggi Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione CRA-NUT, ne sconsiglia l’uso sotto i tre anni di età e durante la gravidanza e l’allattamento.
Senza evidente necessità io eviterei di darli ai bambini di tutte le età: tutto sommato salvo rarissime occasioni possono bere sempre solo acqua evitando bibite gassate zuccherate o dolcificate 😉
Dolcificanti: dose giornaliera accettabile.
Fonte: Progetto ASCO SIMG, Società Italiana di Medicina Generale.


Bibliografia e sitografia

– Artificial sweeteners – a review. Chattopadhyay S et al. Journal of Food Science and Technology. 2014; 51: 611-621.
– Stevia, Nature’s Zero-Calorie Sustainable Sweetener: A New Player in the Fight Against Obesity. Ashwell M. Nutrition Today. 2015; 50: 129-134.
– Dolcificanti: informazioni sull’uso. Progetto ASCO SIMG, Società Italiana di Medicina Generale. https://www.progettoasco.it/dolcificanti-informazioni-sulluso/ (accesso del 05.05.2018)
-Dolcificanti. Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/sweeteners (accesso del 05.05.2018)
– Gli additivi alimentari – una guida. Matteo Giannattasio, Carmen Rucabado Romero. Edizioni L’Aratro. 2009

Autore dell'articolo: Francesca Antonucci

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